71 – Il Muro

Berlino non ha un centro. E non ha luoghi comuni. Non c’è una piazza del Duomo. Un Empire State Building. Una Sagrada Familia. Una fontana di Trevi.
E la porta di Brandeburgo, per quanto simbolo, non ha il medesimo richiamo attrattivo.
Così non è facile decidere da dove partire. Manca totalmente il punto zero. O forse manca un punto zero che sia uguale e indiscutibile per tutti.

Il mio punto zero è stato il mercatino domenicale delle pulci a Mauerpark, nel quartiere di Prenzlauer Berg, nella parte Est della città.
Ed è a Prenzlauer Berg, in Bernauer Str, che mi sono imbattuta nel Muro.

Mauerpark si chiama così perché è stato costruito in quella striscia di terra di nessuno compresa tra il muro orientale (il muro interno) e il muro occidentale (il muro esterno). Di muro qui non se ne vede. Solo una specie di montagnola a ricordare che il muro passava di lì. E pezzi di muro finto che i graffittari hanno il permesso di imbrattare.

Per vedere il muro, quello vero, bisogna lasciare Mauerpark, la confusione colorata delle bancarelle vintage, i ragazzi che suonano davanti alla gradinata, i barbecue delle famiglie pasquali, il fumo, le birre, le bici, bisogna lasciare questo immenso centro sociale a cielo aperto, e dirigersi verso Bernauer Str, da una parte Berlino Ovest dall’altra Berlino Est.


A un tratto appare un pannello in ricordo di una vecchia panetteria che sorgeva in quel punto. La storia racconta che lì un gruppo di persone era riuscito a costruire un tunnel per passare dall’altra parte (tentativo fallito costato la morte a un ventenne che aveva tentato di opporsi ai controlli). Il Muro, psicologicamente, comincia qui.
Passare dall’altra parte… break on through!
Con l’idea del Muro sono nata. Il Muro di Berlino me l’ha raccontato la mia maestra delle elementari. Berlino sconfitta era stata invasa dagli alleati. Che l’avevano divisa in settori. I Russi stavano a est (più vicino a casa loro, pensavo). Ma i Russi e gli Americani non si piacevano. Così è stato eretto il muro e la città è stata divisa in due.
Ma dai? Che storia!!!!
Poi il muro me lo sono dimenticata. Fino a quando lo hanno buttato giù.
Ehi, è caduto il muro di Berlino!!!! E’ caduto il muro di Berlino!!!
La gente sembrava impazzita.
Mia madre aveva detto: questo è un momento che passerà alla storia.
E io, 15 anni, avevo pensato: Ma dai? Che storia!!!!
Ma tutto sommato, del Muro di Berlino, non c’ho mai capito nulla.
O meglio. Il dramma del Muro non l’ho mai percepito davvero. Era un simbolo politico per me. L’emblema dell’incapacità di convivere, di trovare accordi. L’oppressione. Il non sense. La prevaricazione. Tutti concetti reali. Ma, tutto sommato, parte di una retorica vuota di significato.
E, invece, ieri, guardando le immagini conservate al Centro di Documentazione del Muro di Berlino, costruito proprio di fronte a quel pezzo di muro, originale, ancora in piedi, il Muro mi è entrato dentro.
Gente che si buttava dalle finestre dei palazzi per passare di là, famiglie divise, figli separati dai padri, ragazzi che cercavano di sfondarlo con Trabant di plastica…
Il muro è stato costruito in una notte, il 13 agosto 1961. All’inizio era del semplice filo spinato. Poi, pian piano, è stato eretto in odio e mattoni. Da una parte i fotoreporter sbigottiti. Dall’altra militari armati fino ai denti.
Gli sguardi della folla carichi di stupore. Nessuno riusciva a crederci davvero. Un muro in mezzo a una città. Alla stessa città. Per dividere chi era libero e chi diventava prigioniero.
Il giorno prima il confine non c’era. E poi c’è stato. Io di qua e tu di là.
A pensarci fa venire male. Eppure qualcuno ha potuto concepire un’idea simile. Altri l’hanno messa in atto. Tutti l’hanno subita.
Fino a quando il muro non è stato buttato giù. Improvvisamente e velocemente come era stato eretto. A forza di coraggio e sogni. E dall’altra parte si è aperto un mondo. E la storia ha preso un’altra direzione. Non necessariamente migliore di quella. In ogni caso, quel mondo aldilà del muro, piano piano ha smesso di esistere. E ora non ne rimane più nulla. Solo quel pezzetto di muro, la vecchia torretta di guardia, la Chiesa della conciliazione.

Prenzlauer Berg è il quartiere a ridosso di quel pezzo di muro. Un quartiere di artisti, intellettuali, stranieri, famiglie con bambini. L’ex quartiere operaio della DDR – case cadenti, operai stipati in piccoli appartamenti come bestie, fogne a cielo aperto… – ora è in mano alla ricca “borghesia” cittadina. Che ha ripulito gli antichi palazzi, ha passato sulle facciate una mano di vernice color pastello e ha aperto locali e bar che si affacciano sulla strada, deliziosamente ammiccanti.
Della DDR qui non rimane più nulla. In cambio, un’atmosfera tranquilla. Una sorta di pace conquistata. Un sentirsi parte di una comunità ristretta e privilegiata. Prenzlauer Berg è piacevole e rilassante.
I palazzi hanno quel non so che di storico senza pretendere di essere necessariamente belli. Tutto è volutamente “cadente ma non troppo”.
Divanetti sulla strada. Piccoli parchi incastonati tra marciapiedi di acciotolato. Cortili che si aprono su laboratori artistici, centri culturali, circoli intellettuali…


In tutte le città del mondo i quartieri più trendy sono quelli che un tempo appartenevano ai disagiati, gente che non sognava nient’altro che andarsene. Ma qui la storia è talmente recente che il contrasto tra ciò che doveva essere e ciò che è lascia perplessi.
Eppure in meno di vent’anni la faccia del quartiere è cambiata. Chissà se qualcuno di quelli che si buttava oltre il muro è rimasto a vivere a Prenzlauer Berg.
Perdercisi in mezzo è un’esperienza piacevole. Osservare la gente (tantissimi giovani, moltissimi bambini) che beve una birra mentre legge un libro. Che sorseggia un caffè fumando una sigaretta (e non sempre di tabacco). Che spinge passeggini e carrozzine dall’aspetto retrò.
Qui, tra queste poche vie tranquille, c’è il più alto tasso di natalità del paese.
E’ un dato che fa riflettere. Le persone di qui sembrano serene. Rilassate.
Il Muro è stato buttato giù 21 anni fa. Io l’ho “imparato” a Prenzlauer Berg. Anche se qui di muro non ne rimane traccia.

Mauerpark
Mercatino delle pulci
Tutte le domeniche dalle 10.00 alle 17.00

Berlin Wall Memorial
Bernauer Straße 119
Da aprile a ottobre: da martedì a domenica dalle 9.30 alle 19.00
Da novembre a marzo: da martedì a domenica dalle 9.30 alle 18.00
Ingresso gratuito

Altre foto…

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