65 – Una domenica di primavera

Oggi è il compleanno del Gatto. Ed è anche il primo vero giorno di primavera.
Milano sembra… Sembra quello che non è. O forse lo è. Ma solo in certi momenti, in certi giorni. Oggi è quel giorno.
Ci muoviamo agili con le biciclette. Si gira bene in bicicletta. E Milano è piccola. Da una parte all’altra della città ci si impiegano poche manciate di minuti.
Fa caldo. Voglia di sole sulle pelle, di sudore lungo la schiena, di occhiali scuri.
Voglia di un vestito leggero bianco.
Qualunque cosa succeda nella vita, ci sono sempre giornate di primavera come questa. Quando il cielo è così azzurro e i colori perfettamente nitidi e le cose ben proiettate sullo sfondo.
Giornate d’aprile. Che era ora di sciacquarsi via l’inverno e andare avanti.

Per festeggiare, andiamo a fare il brunch a Via delle Arti, in piazza Cinque Giornate 6 (ingresso da via Monte Nero).
Si tratta di una minuscola caffetteria (sei tavoli in tutto più un tavolino all’esterno) nata un anno fa con l’idea di dar vita a un posto multifunzionale (il locale, infatti, funge anche da galleria d’arte – tutti i quadri alle pareti sono acquistabili – e piccolo store – in vendita tazzine, piante, caramelle fatte in casa, tè…) la cui filosofia sia, innanzitutto, il relax.

A colpire, soprattutto, è la cortesia dei due proprietari e la disponibilità a venire incontro alle esigenze della clientela. Semplice e raffinato l’arredamento. Ottimi i prezzi (brunch a partire da 8€, aperitivo 6€). Buona la qualità dei piatti proposti e le quantità.
Noi ordiniamo un English Breakfast a base di crepe al prosciutto e formaggio, pane burro e marmellata, croissant a scelta (deliziosi), succo di frutta o spremuta d’arancio, tè, caffè, cappuccino o caffè americano (8€); e un English Breakfast con uova strapazzate e bacon, hamburger, spiedino di pollo, olive, formaggio e prosciutto, tè, caffè, cappuccino o caffè americano (14€).

Adoro questi piccoli spazi non gridati. Che si riempiono in fretta anche se non sono sulla cresta dell’onda dei vari Zero e Urban e Vivimilano e TuttoMilano ecc. Ed è bello scoprirne l’esistenza quasi per caso, mentre si è alla ricerca di tutt’altro.

Dopo il brunch, pedaliamo fino a Piazza Mercanti dove le bancarelle di cioccolato invadono la zona pedonale. Il cioccolato è qui protagonista assoluto, trattato quasi fosse marmo o legno o plastica che dà origine a forme che a loro volte danno vita a cose, personaggi, animali…
Cammino affascinata dall’incredibile arte di lavorare il cacao al punto di trasformarlo in qualcosa d’altro. Osservo i pulcini, le uova, le pecorelle, i ricci, le mucche, i canguri, gli orsi, gli attrezzi da lavoro… Assaggio pezzetti di cioccolato fondente che riempiono la bocca sopra e sotto, senza impastarla, fotografo tutto quello che vedo, incapace di scegliere cosa sia più bello.


La giornata si conclude al Parco di via Palestro, invaso da biciclette, tricicli, palloni, creme solari, plaid, frisbee, guinzagli, libri, baci. Acceso di sole. Colorato di fiori. E chiudendo gli occhi, annullando il presente, sono a Central Park, con il Dakota Building che mi guarda da un lato e il grande lago alle mie spalle.
In una giornata qualunque di primavera…

Via delle Arti
Piazza Cinque Giornate 6, Milano
Tel. 393-2481100

www.wix.com/viadellearti

5 thoughts on “65 – Una domenica di primavera

    • Sì Vale. E’ una figata. Io adoro tutte le stagioni. L’autunno in autunno. L’inverno in inverno. L’estate in estate. Ma quando arriva la primavera… mi chiedo come sono sopravvissuta in tutti i mesi precedenti senza.

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  1. Oggi la giornata milanese è stata il primo assaggio di primavera! Anche a me piace molto il locale, ci sono capitata un paio di volte x l’aperitivo. E poi non farmi pensare alle bancarelle di piazza Mercanti, spero di non passarci ogni volta dopo il lavoro perchè so che è impossibile resistere 😉

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    • Più che altro… è che è più facile rendersi conto che è primavera di domenica. Quando la città è tutta tua e puoi conquistarla a cavallo di un mezzo… lento 🙂
      Per quanto riguarda le bancarelle, vai serena. Ieri era l’ultimo giorno… Purtroppo (o per fortuna)
      A presto
      A.

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      • direi per fortuna, x ora. anche se so che avvicinandoci alla Pasqua quei meravigliosi topini di cioccolato e altro non so che fine potranno fare!
        ciaooooo

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