51 – Night kitchen (un po’ soul)

Così succede che certi notti proprio non ce la faccio ad andare a dormire. Non quando sono triste. O felice. O stanca. O riposata. O viva. Ma quando sono tutte queste cose assieme. Quando c’è qualcosa dentro che si agita e non riesco nemmeno a pensare di venirne a capo. Quando il presente, il passato e il futuro si confondono. Ed è la fine del mondo. E pure l’inizio del mio.
Quando sono a casa da sola. Che adoro restarmene a casa da sola. In questo spazio tutto mio. Dove entra ed esce solo chi dico io. Dove sono ben accetti sogni e incubi. E reale e virtuale si abbracciano in un cerchio stregone. Con Apple Peel seduta sul divano a fare la guardia.

Così succede che in queste notti che mi appartengono, in cui io sono senza condizioni, improvvisamente decida di aprire la cucina, la cucina dell’anima, rivedendo vecchi film di una post adolescenza tutta da riconsiderare (Come eravamo) e ascoltando antiche canzoni di un’adolescenza che non ho mai vissuto. Tutto assieme. In un trionfo di tutto e niente.
Perché le notti dell’anima e la cucina della notte sono luoghi di tempo del Paese di Alice. E non c’è bisogno che ci sia un senso logico in quello che faccio e in quello che succede.

TORTINI DI TOPINAMBUR DELLE DUE DI NOTTE

Ingredienti:

800 gr di topinambur
Una cipolla bianca
Un uovo e un albume
250 gr di ricotta
4 cucchiai colmi di parmigiano reggiano
2 cucchiai di pangrattato
Olio di oliva (per ungere gli stampini)
Sale

Come procedere:
Ho affettato la cipolla e l’ho fatta sciogliere in un tegame con un filo d’acqua aggiungendone poco per volta man mano che evaporava. Nel frattempo ho sbucciato i topinambur, li ho tagliati a cubetti grossolanamente e, non appena la cipolla mi sembrava sufficientemente appassita, li ho aggiunti nel tegame con un dito d’acqua, proseguendo la cottura per una ventina di minuti a fiamma bassa e con coperchio.
Ho, quindi, frullato topinambur e cipolla e li ho mescolati alle uova (un uovo intero e un albume), alla ricotta precedentemente setacciata, al parmigiano e al pangrattato mescolando il tutto in modo da ottenere un impasto omogeneo e senza grumi.

A questo punto ero al massimo dell’apoteosi. La situazione era talmente surreale che mi sono soffermata a fare due chiacchiere con lo Stregatto (buonasera stregatto. Che ne dice di flipparmi lontano?) cercando di capire dove potesse essere finita la magia del maggio lontano.

Ho oliato 9 stampini da muffins e li ho riempiti con l’impasto, livellandolo con un cucchiaino e facendo in modo che non si creassero bolle d’aria. Quindi, li ho immersi in una teglia piena d’acqua per la cottura a vapore e li ho infornati in forno preriscaldato a 180° per… il tempo necessario a che siano pronti (in teoria circa un’oretta).

E ora sto aspettando. Con il cuore sveglio e l’anima in fiamme.
Nella mia night kitchen un po’ soul (o sol).

Post della sera successiva:
i tortini sono deliziosi. Completo la ricetta scrivendo quella della salsina con cui li ho conditi e che li ha resi divini:
ho messo a bagno una scatoletta di acciughe in mezzo bicchiere di latte con uno spicchio di aglio. In un pentolino ho fatto scaldare l’olio e ho aggiunto le acciughe sgocciolate. Le ho stemperate facendole sciogliere a fiamma bassa. Ho aggiunto un cucchiaio di latte e ho fatto restringere il tutto. Quindi, ho versato la salsa sui tortini.
E il risultato dell’esperimento, è questa vallata di tuberi immersi in un Lago di Acciughe

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