40 – Un museo quasi moderno


Il Museo del 900, nel Palazzo dell’Arengario, lo hanno inaugurato in grande stile il 6 dicembre.
Io ci sono andata il giorno successivo – mezz’ora di coda sotto la pioggia, la città illuminata a festa, la frenesia dello shopping natalizio.
Più che le opere esposte che già avevo visto ai tempi delle lezioni di Storia dell’Arte all’Università (la maggior parte delle quali, infatti, proviene dalle collezioni civiche di Palazzo Reale e del PAC), ero curiosa di scoprire come era stato sistemato lo spazio e concepito il museo.
Turista a Milano, stavo cercando nuovi paesaggi urbani, scorci inesplorati, percorsi culturali alternativi.
Stavo cercando New York a casa mia.

L’ingresso con la biglietteria vera e propria è piuttosto piccolo e di antica concezione, eccezion fatta per gli armadietti retro illuminati che conferiscono all’ambiente un non so che di contemporaneo (detto questo, da segnalare che la metà dei suddetti armadietti è fuori uso e anche quelli funzionanti si aprono facilmente anche senza chiave. Cosa che li rende del tutto inutilizzabili).
Inoltre, il doppio ingresso è, per il momento inutile, dal momento che l’unica entrata possibile (per ora) è da piazza Reale (con annessa coda sotto l’acqua).

Una volta superata la biglietteria, si accede alla rampa principale, una struttura elicoidale che ricorda, in parte, quella del Guggenheim di New York, solo in una tonalità pastello che ricorda il celeste Tiffany (o, per lo meno, io l’ho percepito in celeste Tiffany. Ma potrebbe essere frutto della mia errata percezione visto che tutto il museo ha, per me, questa tonalità baby).
Questa è la via d’accesso per lo store (su due piani, attrezzato con tavolini per leggere e rilassarsi, angolo bimbi e una discreta presenza di titoli, ma concepito ancora secondo criteri vetusti) e la zona espositiva.


Non ancora completamente percorribile, infatti, dalla rampa centrale si accede alla saletta del Quarto Stato di Pellizza da Volpedo (che, pessima illuminazione a parte, qui trova una collocazione sicuramente migliore che al PAC) e, quindi, alla grande sala principale del primo piano dove sono esposte le opere (tutte degne di nota) di Boccioni, Balla, degli altri futuristi, Modigliani, Picasso


Salendo, a parte le piccole salette accessibili dalle scale mobili situate sul lato opposto rispetto alla rampa elicoidale (la più interessante è senz’altro quella dedicata a De Chirico), ciò che ha attirato la mia attenzione sono stati gli scorci su una vecchia Milano di palazzi sconosciuti (potrebbe trattarsi del retro di Palazzo Reale, ma non ne sono del tutto sicura). Una Milano sospesa, bagnata dalla pioggia e solitaria. Una Milano di luci gialle, tram e rotaie dove il Natale non scivola. La Milano acciottolata degli amanti illegittimi e dell’uomo senza volto con l’impermeabile beige e il passo veloce.

L’ultimo e il penultimo piano, a cui si accede per mezzo della scala mobile illuminata posta al centro, si aprono su Piazza Duomo e sono completamente dedicate a Fontana.
Sono queste due sale, in particolare, a conferire al Museo del 900 un profumo cosmopolita, un sentore di contemporaneità. Il paesaggio esterno si integra con quello interno. Fuori e dentro diventano un tutt’uno. Le luci, esterne ed interne, si fondono e creano effetti interessanti.

La collezione è notevole, nulla da dire. A dispetto di molti musei italiani, i quadri esposti non sono tantissimi (per fortuna) e ben divisi per artista, movimento, periodo storico. Abbastanza esaurienti anche i pannelli illustrativi. Pessima, invece, (e anche questo è un problema tutto italiano) l’illuminazione.
La sala dei futuristi al primo piano, quelle piccole di De Chirico e Manzoni, le altre dedicate alla produzione minore milanese degli Anni Cinquanta e le ultime incentrate su Fontana sono quelle che mi sono rimaste più impresse.
Interessante anche il passaggio (ma ci sono arrivata per caso e dovrebbe essere segnalato meglio) alle sale interne a Palazzo Reale, con opere contemporanee e qualche (poche) installazione.

Una notazione: fino al 28 febbraio l’ingresso al museo è gratuito.

Museo del 900
Palazzo dell’Arengario
Piazza Duomo
Milano

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