39 – Piccoli eserciti di Natale

La prima volta che ci ho pensato è stato a Copenaghen, circa un mese fa, girovagando tra i reparti di Illum già addobbati a festa.

Soldatini vestiti di rosso. Alfieri e fanti schierati gli uno accanto agli altri. Cavalli e cavalieri. Ci sono pure i feriti, lasciati (per il momento) sul campo, pronti per essere raccolti in un secondo momento, a battaglia finita.


Cammino in mezzo a questi eserciti di Natale e immagino le loro avventure. Sono affascinata dalle divise, dalle espressioni dei soldati, dalle posizioni assunte.
Sento l'”un-due, un-due” del loro passo di marcia. Odo squillare la tromba che li chiama alla guerra.

Eccolo Natale in azione. Eccoli i suoi valenti sostenitori.
Eccolo qui l’universo parallelo delle cose che vive muto nel nostro mondo.
Dell’umanità che ha realizzato questi buffi soldatini, di quella che li ha posizionati sugli scaffali, uno dietro l’altro, in file perfette e fasciste, non rimane più nulla.
Osservo questi battaglioni schierati e ne sono affascinata e respinta.
Appartengono al mio mondo, ma vivono in una realtà che non è la mia.
Vorrei conoscerne i discorsi, sentire gli ordini, percepire le parole.

Mi guardano sorridenti dalle loro posizioni tenute con forza. Ma sono diabolici dietro quei loro sorrisi magnanimi.

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