38 – … nel cuore del centro c’è un’antica focacceria


A Palermo nel cuore del centro c’è un’antica focacceria
davanti alla Chiesa di San Francesco, si ritrovano sempre li
seduti al tavolo che fu di Sciascia a bere Heineken e caffè
sono la banda del sogno interrotto di una Sicilia che non c’è

E l’antica focacceria, quella della canzone dei Modena City Ramblers di cui i versi sopra, quella che a Palermo significa “tradizione”, lotta alla mafia, storia, un bel giorno del 2009 apre a Milano. In una delle zone più trendy della città. In quella Ponte Vetero che per i milanesi significa, soprattutto, Pescheria Da Claudio, aperitivi, prima serata.

L’avventura lombarda della Focacceria San Francesco inizia così. Lo spazio diviso con la panetteria Princi, l’inaugurazione in grande stile, la consapevolezza che Milano avrebbe apprezzato e capito la cucina tipica siciliana, gli arancini di burro o di carne, le panelle servite con le crochette di patate (panelle e crocché), la pasta alla Norma, la parmigiana di melanzane e quel pane ca’ meuza, dal gusto deciso, dalla personalità schiacciante, che o lo ami o non lo odi.
Vincenzo Conticello, uno dei tre fratelli che a Palermo gestiscono la casa madre, la storica Antica Focacceria di San Francesco, di fronte all’omonima chiesa, il siciliano passato agli onori della cronaca per essersi opposto alla mafia e aver detto “no” al pizzo, era lì i primi giorni, si aggirava tra i tavoli, orgoglioso della nuova nata, di quella sicilianità per la quale stavano impazzendo i milanesi.
Poi, nel giro di qualche mese, qualcosa è andato storto. Il sodalizio con Princi finito. Già prima dell’estate 2009, la Focacceria San Francesco in Ponte Vetero non c’era più. Come risucchiata. (Nel frattempo non c’era più nemmeno la storica Pescheria da Claudio, trasferitasi in via Cusani per meglio accogliere, in uno spazio più nuovo e glamour, le orde di incravattati e griffate che la sera amano farsi un aperitivo a base di pesce fresco e bianchino. Ma questa è un’altra storia).


Ieri sera volevo andare al cinema.
Mi vedevo già dentro la sala buia, Woody Allen sullo schermo, la confezione infinita di cicche alla menta nella borsa, la coca gigante. Mi vedevo seduta al caldo, Natale chiuso fuori…
E alla fine mi sono ritrovata a mangiare arancine rosse e panelle e crocché nella nuova Antica Focacceria di San Francesco in via San Paolo 15. La nuova dove non ero ancora mai stata. La nuova che forse c’entra poco con la vecchia e sicuramente non ha il fascino della madre palermitana. La nuova che sembra più un franchising, anche se curato. Dove manca la presenza di Vincenzo. Dove tutto appare un po’ più anonimo. Meno epico.
Ma dove le arancine sono comunque tra le più buone di Milano. Dove solo qui è possibile assaggiare il pane ca’ meuza che se lo chiedi maritato… beh, sanno che significa. La nuova dove ci sono comunque le panelle e i cannoli ripieni sul momento e la cassata. E dove un cameriere su 6 ha l’accento siciliano.


E anche se la nuova Antica Focacceria di San Francesco non soddisfa la mia spasmodica ricerca di una Milano che assomigli un po’ a New York, comunque tira fuori la Sicilia che ho dentro come radice incancellabile e mi riporta ai sapori di quando ero bambina, di quella Messina solo assaggiata e della Palermo che ho imparato ad amare da grande, per amore.

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