21 – Copenaghen: dalle cinque alle dieci

La Stazione Centrale è rossa. La struttura in ferro, intendo dire, è rossa. E si trova in pieno centro.

Ad accogliermi, sul piazzale esterno della stazione, in coda per un hot dog (bacon hot dog per essere precisi), Jack O’ Lantern in versione ciclista sul muro di cinta del Tivoli.

Le biciclette sono il mezzo di trasporto più utilizzato e in alcuni punti le piste ciclabili sono blu e hanno la precedenza sugli altri. Sulle strisce pedonali, però, e ai semafori, i ciclisti scendono dalla bicicletta e attraversano a piedi.


L’albergo, l’Hotel Fox, che si trova a pochi passi dalle vie dello shopping, dall’Università, dalla Rundetarn (la Torre Rotonda che serviva da Osservatorio a Tycho Brahe), dalla Cattedrale di Nostra Signora (in danese Vor Frue Kirke) con il suo porticato neoclassico decisamente imponente e austero, è un’opera d’arte di suo. L’ho scelto perché mi piaceva l’idea che tutte le stanze fossero state decorate da artisti diversi e potessero vantare una loro personalità ben distinta. A noi è capitata la 404, Wa, realizzata dall’artista giapponese Shinya Chisato, Kinpro, in stile nipponico, con tanto di tatami e fouton durissimo. Non male. Ma tutto sommato poteva andarci meglio. A vederle sul sito, infatti, quelle che mi ispiravano di più per la categoria Large erano la 107, la 115 e la 217. L’hotel è, comunque, da esplorare. Le porte delle stanze sono decorate in maniera diversa e sulle scale anche la moquette cambia a seconda del piano. Le pareti sono tutte affrescate e il bar potrebbe tranquillamente trovarsi in qualche zona fighetta milanese.


Lo Strøget è il primo quartiere che esploriamo. L’impressione è quella tipica delle città nordiche. Le strade sono spesso pedonali e, comunque, poco trafficate (a parte le biciclette che sfrecciano ovunque). Le case sono colorate, con i tetti a punta e, generalmente, basse. L’atmosfera è rilassata, i negozi tutti chiusi (a quanto pare alle cinque chiude tutto e inizia “la serata”). Passeggiamo senza una meta. Passiamo davanti all’Università, alla Cattedrale, alla Torre Rotonda. Deviamo verso Østergade, la lunga via pedonale con tantissimi negozi dove si trovano Illum e la Royal Copenaghen con il suo bar trendissimo, girovaghiamo tagliando piazzette fiabesche contornate da punte.
Copenaghen è una città di punte. Essendo buio, non sono riuscita a capire di che punte si trattassero. Ma quella delle punte (guglie, torri, osservatori…) è l’impressione più precisa che ho. E forse non è nemmeno del tutto vera. Ma quando ricorderò Copenaghen, so che sarà questo dettaglio a saltarmi in testo come primo elemento commemorativo.



Per cena lascio che sia il fiuto infallibile di G a decidere. Opta per un ristorante di livello medio in GråbrødretorvPeder Oxe – ispirato da non so quale dettaglio. A me piace l’idea di mangiare cervo con cranberries e sono affascinata dalle zucche di Halloween sulle scale e sul bancone del bar.

Il ristorante è enorme, caldo e accogliente. Il piano basso, dove mangiamo, ha tutta l’aria di una vecchia cantina rimessa a nuovo, con pareti in pietra e calce a vivo. La sala principale è un insieme di stili che la rendono molto interessante; la cucina è a vista, con azulejos di portoghese reminiscenza al posto delle piastrelle. Le lampade, che pendono sui tavoli quasi si trattasse della moltiplicazione di certe situazioni casalinghe, conferiscono all’ambiente un’aria a metà tra il bar di lusso dell’IKEA e l'”avanguardismo” più spinto. Il camino, sicuramente antico, è il pezzo forte, il perno intorno al quale ruota tutto il resto.
La cena è di livello (ordino cervo arrostito servito con mirtilli rossi, noci, mela cotta con cannella, salsa e patate al forno cotte nel burro e, per dessert, 10 minuscoli assaggi dolci paradisiaci comprensivi di mousse di mango, mousse di cioccolato (divina), mousse di lamponi, panna cotta, creme caramelle (uno dei migliori mai provati), 2 cioccolatini belga, mini crepes con gelato al cioccolato e scaglie di granella).


Galleria fotografica completa…

2 thoughts on “21 – Copenaghen: dalle cinque alle dieci

    • Sììììììì……. E’ bella bella! Poi, per te che ami il cioccolato… Ci sono certe piccole cioccolaterie, pasticcerie… vai a capire come riescono a creare certi posti in certe città… A volte mi viene da pensare: mollo tutto e lo faccio a MI!

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