11- L’arte dei bassifondi

Fantasilandia a cura di Julie Kogler - Galleria Antonio Colombo, via Solferino 4, Milano4

La Galleria Colombo, via Solferino 44, è il piccolo spazio nel cuore della Milano fascinosa e segreta, che ha deciso di dare spazio e visibilità a un gruppo di artisti, altrimenti considerati indegni e di serie B, catapultando anche la gelida meneghina negli universi assurdi e onirici (una dimensione onirica che ha a che fare con i peggiori incubi dell’infanzia) del pop surrealism.
La mostra/esposizione FANTASILANDIA (visitabile dal martedì al sabato dalle 15.00 alle 19.00 fino al 12 novembre), presenta poche tele (al massimo una ventina), spesso opera di “minori”. Ma può vantare la presenza di autori di tutto rispetto del calibro di Anthony Ausang, Tim Biskup, Eric White

Il Pop Surrealism, come corrente, non esiste. Gli artisti che ne fanno parte non sono, o non sono del tutto, considerati tali. Di conseguenza la loro non è vista, o non è vista del tutto, come arte. In ogni caso, non importa. Il confine tra ciò che è arte e ciò che non lo è stato superato da un pezzo e da gente di un certo livello (dadaisti, Andy Warhol, Keith Haring…). Io trovo che le loro opere siano incredibili. Nello spazio di una tela questa gente è riuscita a infilare le più radicate tra le icone che ci portiamo dietro dall’infanzia inserendole in mondi paralleli creati con la materia degli incubi.
Penso a Mark Ryden, californiano, residente a Los Angeles, e alle sue bamboline perfette che piangono sangue o parlano con teste decapitate di presidenti morti. I suoi bambini dalla faccia d’angelo che pedalano su tricicli antichi con indosso l’uniforme nazista rigorosamente rosa.

Rose, Olio su tela. 2003

Little Boy Blue, olio su tela, 2001

O The Pizz, californiano di Los Angeles pure lui, che con uno stile da cartone animato, riempie le sue tele di personaggi assurdi che sembrano usciti dal telefilm La Famiglia Addams, trasformando il quadro in una specie di gioco “Aguzza la vista” per rintracciare le mille storie che vi sono narrate.

E ancora Lisa Petrucci, che vive e lavora a Seattle, Washington, che ha dato vita a queste donnine-bambine a metà tra le pin-up anni Cinquanta, la Barbie e le Bratz di nuova generazione.

Fancy Feet, 2008

Scott Musgrovee i suoi graziosissimi animali mutanti che si muovono in paesaggi rinascimentali, quasi leonardeschi.

The observer

Il pop surrealism si lega in qualche modo al mondo dei concept toys, dei pupazzetti da collezionare, delle bamboline d’autore (io sono venuta a conoscenza della mostra andando a comprare una Momiji nel negozio Atomic Plastic di via Volta). Ha a che fare con la japan mania (anche se gli artisti che ne fanno parte sono, per lo più, americani e per l’esattezza americani di California, Washington, Michigan e New York), con le cartoline d’autore (alla Yoshimoto Nara, per intenderci), con il fumettismo di alti livelli.
Sinceramente non so dire perché mi piaccia. E, tra l’altro, nemmeno mi piace tutto.
Ma alcune opere (quelle di Ryden, per esempio) mi lasciano a bocca aperta, in uno stato di sospensione come se da un momento all’altro potessi essere catapultata là dentro, con quelle bambinette dagli occhi grandi accompagnate da peluche enormi grondanti sangue. A volte mi domando che persona sarei stata se mia madre, anziché con quadri di Topolino e angioletti e Pluto, mi avesse circondata di quadretti formato mignon di Ryden o Nara o Emily The Strange. Forse avrei delle turbe psichiche permanenti. O forse sarei una persona migliore, una Tim Burton versione femminile.
Chissà. Sta di fatto che al momento le uniche forme d’arte che davvero mi colpiscono e mi interessano sono queste e i negozi di toys sono più affascinanti e misteriosi dei musei.

La mostra:
FANTASILANDIA
Galleria Antonio Colombo
Via Solferino 44 – Milano
Fino al 12 novembre
Martedì – sabato dalle 15.00-19.00


Il libro:

POP SURREALISM
THE RISE OF UNDERGROUND ART
Ignition Publishing
39,95$
 
 
 
 
 
Infine, per gli appassionati del genere, in Italia c’è un punto di riferimento: Il Mondo Bizzaro Gallery a Roma.

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