226 – Haggis, scotch eggs e afternoon tea. Ovvero, dove mangiare a Edimburgo

ShortbreadHaggis, scotch eggs e afternoon tea. Sembra uno scioglilingua uscito dalle pagine di Carroll e dalla voce di Alice. Sembra il menu di qualche cena aristocratica raccontato in un libro di fiabe. O descritto in qualche testo di cucina che presenta ricette ispirate a testi letterari.
Non so perché la cucina scozzese mi abbia evocato sensazioni letterarie, ma così è: ovunque io abbia mangiato, il ricordo si è perso nel Cappellaio Matto o nel Signor Coniglio, in Merida e nella sua corte oscura, in storie di pirati e in leggende di cavalieri medievali.
La cucina scozzese, che sulle guide viene descritta, secondo me a torto, come povera di personalità, ha il sapore della terra che l’ha vista nascere. E il gusto particolare delle ere che si sono succedute. Ed è buona.

Nella scelta di locali e ristoranti, abbiamo cercato di lasciarci guidare in parte dall’istinto, in parte dalle recensioni lette online, in parte dalla volontà di assaggiare alcuni piatti piuttosto che altri. Abbiamo cenato e pranzato in pub tradizionali e in ristoranti moderni, in posti alla mano e in locali raffinati, sentendoci comunque sempre a nostro agio.
Non siamo riusciti a provare tutto e assaggiare tutto. Ma abbiamo fatto del nostro meglio per variare quanto possibile le degustazioni. In modo da avere un quadro completo dell’offerta enogastronomica locale.
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225 – Edimburgo: la città sotterranea dei fantasmi e delle streghe

Edimburgo Old TownPrima di partire per Edimburgo, nell’ultimo weekend di un ottobre che è stato caldissimo, movimentato e denso, il cielo di Milano, che pochi giorni dopo avrebbe regalato a chi c’era uno dei tramonti più belli e intensi degli ultimi anni, era azzurro e trasparente, punteggiato dal nero degli stormi in viaggio verso Sud.
Li guardavo partire, con il naso incollato al blu, pensando che il mio bisogno di andare a Nord nello stesso periodo, di volare verso terre misteriose di folletti e fate, di città medievali e castelli tetri, è pari al loro. Qualcosa di viscerale. A cui è difficile resistere.
Viaggiamo così, ancora una volta, verso il freddo, verso la trasparenza delle brume nordiche, incontro ai sapori e alle atmosfere anglofone, che per altro persistono anche quando parto per la TransilvaniaBudapest o Copenaghen.

Il 2017 è l’anno della Gran Bretagna. Dopo Londra ad aprile, di cui prima o poi mi deciderò a scrivere qualcosa, la meta di questo autunno caldo è la capitale scozzese: antica, nordica, pietrosa e misteriosa quanto basta per stimolare la mia curiosità. Il luogo perfetto per quello che è ormai è diventato “il viaggio di Halloween“.
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224 – Mangiare etnico a Milano

Vietnamonamour - Via Taramelli 67, MilanoCredit: Vietnamonamour

Se c’è una cosa che a Milano è cambiata sicuramente negli ultimi anni è il panorama enogastronimo che fa da sfondo alla rinascita cittadina. O a quella che io, ormai da diverso tempo, mi vivo come rinascita cittadina.
Se prima, infatti, ristoranti etnici era sinonimo di “ristoranti cinesi” o, alla meno peggio “giaponesi cinesizzati”, ora questo termine include uno scenario piuttosto ampio di cucine, tradizioni, ricette e alimenti che rendono la scelta più interessante.
Premesso che amo molto le cucine orientali, sono decisamente affascinata da ogni altra cucina presente nel mondo. Anzi, meno noto e battuto è il paese più la sua cucina mi affascinata e riempie.
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223 – Di Becco di Rame e del nuovo teatro del Buratto in Maciacchini

E’ arrivato l’autunno. E’ arrivato quando ormai nessuno pensava sarebbe arrivato. Gelido e profumato di sere che iniziano presto e di tramonti ventosi che si stagliano sui palazzi.
E’ arrivato mentre pedalavo verso casa, con il freddo che penetrava attraverso la giacca abbottonata fino al collo e le mani rosse e screpolate. Gli occhi a cercare il confine tra il giorno e la notte. Costanza in immobile equilibrio sul seggiolino della bici.
Senza fretta mi ha sorpreso lungo via Imbonati, tra un negozio di kebab e la sede di qualche multinazionale sconosciuta. Mi ha seguito in via Valtellina prima e sul cavalcavia di Farini poi. Fin dentro al cortile, attaccato alla rastrelliera della bici nel cortile di ciottoli.
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222 – A Milano, il primo bar endemico al mondo

Wooding Bar - Via Garigliano 8, MilanoCi sono passata perché facilmente raggiungibile da casa e perché attratta dalle parole “endemico” “primo” “al mondo“.
Ci sono passata perché la Milano dei primati, delle novità, dell’innovazione mi affascina infinitamente.
Ci sono passata perché Wooding Bar è senz’altro un locale capace di incuriosire, con la sua idea stravagante e decisamente nuova come base per le fondamenta.

Il 3 ottobre è stato inaugurato a Milano il primo bar endemico al mondo. Non sapendo nemmeno esattamente cosa volesse dire (non “endemico”, ma “bar endemico”) ci sono passata per capire il contesto, cogliere il senso ultimo dell’idea e toccare con mano il frutto del progetto.
Risultato: qualche foto scattata in un momento ancora di grande calma e tranquillità, 4 chiacchiere con uno degli ideatori del locale, una birra giapponese bevuta in fretta prima di tornare a casa.
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